Il sogno si ferma in semifinale, ma ciò che resta è molto più di un semplice risultato. Il Bologna Primavera esce sconfitto 2-0 dal Viola Park contro la Fiorentina, al termine di una gara combattuta e decisa nella ripresa, dopo un primo tempo equilibrato e giocato con personalità dai rossoblù. Una sconfitta che non cancella minimamente il valore di una stagione straordinaria.
La squadra di Stefano Morrone ha saputo costruire, settimana dopo settimana, un’identità precisa: solidità, organizzazione e coraggio. Qualità che hanno permesso al Bologna di arrivare tra le migliori quattro squadre d’Italia, un traguardo che a inizio stagione sembrava difficilmente immaginabile. E proprio per questo il percorso compiuto deve essere accolto con orgoglio da tutto l’ambiente rossoblù.
Basta voltarsi indietro di appena un anno per comprendere la portata di questo capolavoro sportivo. Il 27 maggio 2025, con mister Colucci in panchina, il Bologna Primavera si giocava il playout salvezza contro l’Empoli. Una partita drammatica, risolta solo al 93’ dal gol di Castaldo, rete che evitò perfino l’incubo dei calci di rigore e soprattutto la retrocessione. Da quel momento a oggi, il salto compiuto è stato enorme.
Con l’arrivo di Stefano Morrone, il Bologna ha trovato equilibrio, mentalità e continuità. La crescita dei singoli è andata di pari passo con quella del collettivo, fino a trasformare una squadra che lottava per salvarsi in una realtà capace di contendere un posto nella finale Scudetto. La semifinale persa contro la Fiorentina non cancella quanto costruito: questo gruppo ha riportato entusiasmo, credibilità e ambizione. E soprattutto ha dimostrato che il futuro del Bologna può essere davvero luminoso.
Gabriel Doronzo








