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Il Tosco l’ha vista così: Sassuolo - Bologna 0-1
Quindi: ieri il Bologna ha giocato col tanto criticato 4231, cioè il modulo con Odgaard trequartista, quello scellerato secondo alcuni tanto per intenderci, lasciando soli soletti i due centrocampisti centrali Moro e Sohm senza l’aiuto di un Freuler o un Pobega, eppure non si odono le critiche per le solite scelte scriteriate di Italiano.
Il potere dei tre punti: belli o brutti, sporchi o meritati, i tre punti riescono a zittire (quasi) tutti; ma come spiegato da tanti, non sono i moduli ma la loro interpretazione a fare la differenza e dentro al 4231 di ieri c’è stato un atteggiamento dei calciatori rossoblu più cauto nel pressing e quindi più basso nel posizionamento medio: non possiamo sapere se il motivo è stato per non disperdere le energie in vista di giovedì a Roma o per una scelta tattica più conservativa, come da copione in questo ultimo terzo di stagione.
La squadra si è mossa con un certo ordine, senza fare niente di trascendentale ma anche senza lasciare tanto ad avversari solitamente molto bravi a sviluppare in transizione: solo un paio di incertezze in novanta minuti che hanno trovato nella prima, pronto Skorupski su Pinamonti dopo inciampo di Lucumi e, nella seconda, un Vitik molto reattivo e bravo in copertura su una cattiva lettura della linea difensiva.
Di contro, oltre al gol di Dallinga, il Bologna ha prodotto alcuni strappi in zona gol con relative conclusioni di Cambiaghi ( a lato) e Orsolini (destro con deviazione di Muric in corner), una conclusione velenosa di Odgaard parata con fatica da Muric poi messa in corner, una girata di sinistro di Dallinga ribattuta che sembrava destinata in porta e una bella conclusione dal limite di Moro di poco alta.
Resta il dibattito sterile sui moduli più o meno utilizzati da mister Italiano quando la discussione, semmai, dovrebbe spostarsi sul come una squadra così “normalizzata” possa arrivare a recuperare i punti sprecati in quel lungo periodo in cui si sono fatte concessioni indicibili con o senza il trequartista, con o senza la “testa giusta”: la partita di ieri ha tenuto l’Atalanta nel mirino ed è l’unico motivo di moderata soddisfazione dopo quanto scialacquato in precedenza.
I motivi di questi sprechi non li sapremo mai e non c’entra di sicuro la posizione di Odgaard o il pressing esagerato e robe di questo genere per le quali Italiano è stato così aspramente criticato dopo aver vinto una Coppa Italia solo qualche mese prima.
Tosco






