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Il Tosco l’ha vista così: BOLOGNA - ATALANTA 0-2
Un’Atalanta depotenziata dalle assenze di Scamacca, Lookman, Bellanova, Koussounou e Kolasinac ha dimostrato che serviva solo un po’ di tempo per far emergere quei valori superiori alla sua attuale classifica: dopo aver dominato la Roma (la vittoria di misura non deve trarre in inganno) è arrivata al Dall’Ara con la consapevolezza della squadra forte e vogliosa di risalire la graduatoria per aggiudicarsi una qualificazione alle coppe europee, cosa che fa più o meno da dieci campionati di fila.
Nel caso specifico però non voglio giustificare la opaca prova del Bologna sottolineando solo i valori dell’avversario, cosa che ho fatto invece nell’analizzare le sconfitte contro Inter e Napoli, che per valori assoluti e per lo stato di forma precario dei rossoblù hanno lasciato più di qualche attenuante: l’Atalanta invece rappresentava un banco di prova complicato ma decisamente meno proibitivo, anche per le assenze di cui sopra e proprio per i valori assoluti, distanti si, ma non incolmabili per il Bologna delle ultime stagioni.
Purtroppo ieri sera i rossoblu hanno dimostrato che in questo momento faticano a reggere il confronto atletico e tecnico anche con squadre sulla carta almeno alla portata.
A questo punto le disamine tattiche diventano sempre più complicate venendo a mancare determinati presupposti ma tento comunque di analizzare un paio di scelte non condivise almeno dal sottoscritto.
Perché una volta rinunciato ad Orsolini nel secondo tempo di ieri, così come ad inizio gara a San Siro, Italiano ha insistito nello schierare Rowe sulla fascia destra, depotenziando di fatto la sua qualità migliore, cioè il tiro col piede destro, lasciando Cambiaghi a sinistra che invece non ha grandi capacità balistiche ma ha qualità per arrivare sul fondo e mettere palloni in mezzo che riesce solitamente a fare su entrambe le fasce?
E ancora: perché Italiano ha scelto di rinunciare ad entrambi i centrocampisti, Moro e Pobega, che di fatto hanno tenuto in piedi il Bologna nel suo momento migliore (Vigo per esempio), per mettere in coppia due calciatori in evidente difficoltà come Freuler (sulla via del recupero) e Ferguson (in cerca di una miglior forma) proprio contro una mediana così fisica ed energica come quella dell’Atalanta?
Non era più logico far giocare almeno uno dei due in coppia con Freuler?
Naturalmente sono domande e non critiche perchè Italiano avrà certamente avuto i suoi buoni motivi per fare queste scelte ma altro non mi viene in mente dopo una partita in cui la vittoria degli avversari è stata assolutamente meritata e in cui il Bologna può giusto appellarsi ad un po’ di sfortuna su alcune situazioni che avrebbero potuto riaprire la gara ma che, sulle quali, non me la sento di cercare alibi.
Alibi che non ha cercato nemmeno Italiano in conferenza stampa ammettendo la sconfitta e cercando di trovare del buono nella prestazione del secondo tempo in cui, effettivamente, i rossoblù hanno dato segnali confortanti che fanno ben sperare per la prossima partita.
So che il dibattito in città oggi è sulla ricerca dei motivi per cui una squadra che sembrava un orologio ad un certo punto ha smesso di funzionare, ma nel calcio di queste robe ne succedono: proprio l’Atalanta targata Reja e già con Sartori direttore sportivo nella stagione in cui il Bologna tornò in Serie A 2015/2016, perse una partita al Dall’Ara 3-0 contro i rossoblù guidati dall’appena subentrato Donadoni e non vinse più fino alla gara di ritorno a Bergamo: 19 partite senza vittorie!
Quella squadra che in campionato partì forte, era formata già da alcuni calciatori come Djmisiti, Toloi, De Roon, Freuler, Papu Gomez e altri che nella stagione successiva con Gasperini in panchina arrivò quarta in classifica e fece partire quel ciclo che pare non essersi ancora concluso nonostante l’addio di un sacco di calciatori, di Sartori e infine anche di Gasperini.
Sono i misteri del calcio che rendono incomprensibile e quindi meraviglioso questo sport.
Ognuno avrà la sua ricetta io purtroppo invece non ne ho nessuna: a me non resta che aspettare tempi migliori ed un calendario più favorevole che ha certamente influito nella prima parte di stagione: dalla quarta alla decima giornata il Bologna ha incontrato Genoa, Lecce, Pisa, Cagliari, Fiorentina, Torino e Parma: 15 punti in 7 partite;
avversari così in fila un po’ le cose le spostano.
Tosco







