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Il Tosco l’ha vista così: Parma - Bologna 1-3
Ci sono state tante partite in una sola: quella che va dal primo minuto al trentacinquesimo quando il Parma resta in dieci uomini, dentro la quale il Bologna ha preso in mano la gara via via che passavano i minuti nonostante la disattenzione iniziale sul gol di Bernabè; quella dal minuto trentacinque fino all’acquazzone, in cui i rossoblu facevano girare bene il pallone per sfruttare la superiorità numerica; quella in cui la quantità di acqua che si è riversata sul Tardini ha complicato il piano gara e quella successiva al meritato vantaggio, in cui poi i ragazzi di mister Italiano hanno dovuto “resistere” ai calci lunghi avversari sulla linea difensiva per poi ripartire su un campo ancora complicato per cercare il gol della sicurezza, arrivato solo sul finale.
In ogni caso i rossoblu hanno dimostrato di sapersi addattare a tutte queste situazioni alcune delle quali poco usuali in una sola gara, dimostrando grande convinzione nei propri mezzi.
Come prefigurato, il Parma è una squadra che lascia il palleggio agli avversari (Cuesta è un allenatore giovanissimo ma ad oggi non ha fatto vedere niente di nuovo, anzi: il Parma ha potenzialità migliore rispetto a questa proposta calcistica), prova a ripartire ma senza la solidità difensiva che gli aveva dato Chivu; il Bologna non ha faticato a prendere in mano la gara e mettere gli avversari rintanati nella loro trequarti.
Poi, con così tanti uomini negli ultimi trenta metri non trovi sempre portieri che fanno i bigatti e la vittoria, seppur sofferta per le complicazioni di cui sopra, è arrivata meritatamente.
Sono particolarmente contento per aver visto un paio di giocatori poco utilizzati fino ad oggi, Pobega e Rowe dentro ai meccanismi del gioco di Italiano; e se per il centrocampista era solo una questione di rivederlo ai livelli che ormai conosciamo, per il giovane inglese possiamo affermare che pian piano sembra comprendere meglio quanto richiesto dal calcio di serie A: il recupero difensivo nei primi minuti su una sporadica sortita di Del Prato che poteva trovarlo impreparato, ha dato la misura della intrapresa capacità di lettura delle situazioni difensive indispensabili per giocare a questi livelli.
Con questi presupposti in testa diventerà più facile per Rowe trovare più spazio nelle rotazioni così da regalare al Bologna un altro giocatore con caratteristiche diverse sia da Cambiaghi sia da Dominguez.
Una annotazione sull’infortunio occorso a Remo Freuler al quale naturalmente vanno gli auguri di pronta guarigione: sarà la prova che sostengo da tempo e cioè che Ferguson, giocando al suo fianco da un po’ di mesi non è solo il compagno giusto di reparto ma anche un valido sostituto; spero naturalmente di averci visto lungo: in caso contrario ci sono comunque alternative di sicuro valore con caratteristiche diverse dallo svizzero e vedremo se qualcuna di queste sarà in grado di non far rimpiangere il buon Remo.
Tosco







