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Il Tosco l’ha vista così: Roma - Bologna 1-0
Prima partita che conta e allora mi viene da mettere nero su bianco, sull’equivoco tattico dentro al quale il Bologna credo si sia infilato con l’acquisto di Ciro Immobile: non che l’ex laziale ne sia il responsabile tutt’altro, ma è fuori di dubbio come la sua “presa” abbia influito sulla ricerca di un gioco diverso durante il precampionato e che ieri, inevitabilmente, si è materializzato.
Immobile è un calciatore abile nel concretizzare una manovra pulita, convenzionale, quella cioè che esprimeva il calcio di Simone Inzaghi con il suo blocco basso e la sua impostazione poi in spazi ampi oppure quella che esprimeva sempre nella Lazio, Maurizio Sarri, dentro al suo calcio fatto di spaziature meno ampie ma con fraseggi stretti e codificati.
Con questi due tipi di sviluppo Immobile ha dimostrato non solo di essere il finalizzatore perfetto, ne era il logico terminale, pur partecipando pochissimo alla manovra corale.
Nel calcio volutamente caotico e adrenalinico di Italiano, un calciatore così “pulito” come l’ex laziale, fatica ad entrare nei meccanismi: non prende posizione in attacco spalle alla porta, non viene incontro cercando di accorciare quando la squadra è bassa; insomma non fa alcune cose perché non fanno parte del suo bagaglio tecnico.
Inoltre la fase di pressione viene fatta con le sue caratteristiche che sono di un calciatore potente non certo scattante, quindi arrivando anche tardi su alcune uscite facendo partire più comodamente la manovra degli avversari.
Non a caso, appena entrato Castro la squadra ha ritrovato subito quella manovra che, appoggiandosi a lui, come dal niente faceva venir fuori azioni e conclusioni e, l’argentino ha portato quella fisicità in pressing determinante per il calcio di Italiano: le sue squadra da quando è in serie A sono quelle che pressano maggiormente soprattutto sulla costruzione avversaria e questo ieri non si è visto, tutt’altro.
Ma non è certamente colpa di Immobile se lo hanno chiamato per fare ciò che non ha mai fatto almeno in questi termini.
Ora: che tre menti che sanno di calcio come Sartori, Di Vaio e Italiano siano caduti dentro ad un equivoco tattico del genere non mi è dato di capire e allora è più facile pensare che tutto ciò fosse “preventivabile” e che l’acquisto di Immobile avesse come obiettivo quello di cercare un finalizzatore del tanto lavoro che la squadra di Italiano solitamente (non ieri…) produce, mettendo comunque in preventivo una fase iniziale problematica: le caratteristiche tecniche di Immobile sono troppo chiare per cadere in questo errore!
Questo lungo preambolo è servito per dare una spiegazione tattica al poco che il Bologna ha fatto nella prima mezz’ora e alla seconda parte di gara certamente migliore quando, con la verve di Castro si sono ritrovate le linee di gioco “sopra” ai suoi movimenti che sono andati via via trovando Orsolini e Cambiaghi.
Purtroppo non Odgaard che invece deve ancora trovare il suo bel passo, mentre lo spezzone di gara di Bernardeschi ha fatto intravedere che la tecnica dell’ex Toronto non è svanita nei tre anni di MLS.
Chiudo con un pensiero sulle lamentele non solo di Italiano ma anche degli altri grandi allenatori di serie A sul mercato ancora aperto a campionato iniziato: chi se non gli allenatori possono fare qualcosa contro un sistema del quale loro fanno parte, magari decidendo di scioperare e di non sedere in panchina le due giornate di campionato incriminate?
Più comodo invece firmare contratti da milioni di euro e poi lamentarsi del mercato aperto: vale sempre la regola che se una cosa non ti va bene, o la accetti o metti per iscritto che vuoi la squadra completa entro la prima di campionato altrimenti rassegni le dimissioni e lasci sul tavolo i milioni di euro che invece intaschi, comodamente ogni anno, anche se vieni esonerato.
Sta faccenda che anche i ricchi allenatori di serie A vanno lamentando a me appare non solo stucchevole ma di cattivo gusto nei confronti delle centinaia di allenatori delle serie minori professionistiche che, invece, devono barcamenarsi con squadre rabberciate e costruite alla meno peggio gli ultimi giorni di agosto: questi si sbattono, lavorano e non rompono i maroni ai microfoni.
Se Italiano ieri ha ravvisato poca serenità in qualche componente della sua squadra, la rosa a sua disposizione permetteva soluzioni alternative che tanti suoi colleghi firmerebbero per avere: Vincenzo si è già dimenticato di quando era al Trapani o allo Spezia?
È proprio vero: chi mangia dimentica la fame altrui!
Tosco







