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Il Tosco l’ha vista così: Napoli - Bologna 2-3
Le squadre si sono affrontate senza troppi tatticismi con ritmi da fine stagione: le statistiche della partita analizzano bene questa situazione.
Nel recupero palla, cioè il dato relativo al pressing, il Bologna occupa la quarta posizione, concedendo agli avversari mediamente 9 passaggi prima di recuperare il possesso; il Napoli ne concede mediamente 11: ieri a sostegno di quanto detto, i partenopei hanno concesso ai rossoblu 20,21 passaggi prima del recupero palla, i rossoblu 17,44: più del doppio per entrambe le compagini.
Sostanzialmente, le squadre non hanno pressato: hanno atteso che gli avversari perdessero palla una volta tentata la giocata in zona rifinitura, per poi ripartire quando vi fossero le condizioni, oppure consolidare un comodo paleggio per imbastire una nuova azione.
Così si è sviluppata una gara fatta di lunghi possessi e qualche transizione dopo recupero palla basso: il Napoli ama questo tipo di gare mentre il Bologna solitamente è poco incline ad adattarsi a situazioni del genere: lo ha fatto, immagino, per la poca intensità in questo momento della stagione.
Si sono così potute vedere giocate di qualità di quei giocatori che potevano “rompere” gli equilibri: Bernardeschi e Allison, Orsolini e Politano hanno acceso le squadre, sfruttando il lavoro delle punte centrali impegnate a fare salire le squadre.
Non a caso Castro e Hojlund si sono spesi e sbattuti nel fare il lavoro sporco per gli esterni, facendo girare i loro attacchi che hanno prodotto un buon numero di azioni potenzialmente da gol e una gara tutto sommato gradevole, sempre tenendo conto del contesto di cui sopra.
Le motivazioni dovrebbero fare la differenza si dice, ma nell’ultimo turno di campionato abbiamo assistito a tanti risultati di squadre che avevano sulla carta meno motivazioni: l’Atalanta che vince a Milano, il Bologna appunto a Napoli, così come l’Udinese a Cagliari, senza dimenticare di come il Parma, salvo da un pezzo, ha battagliato contro la Roma cedendo solo dopo 100 minuti.
Un’inversione di tendenza che se diventasse regola, farebbe del calcio uno sport meno chiacchierato e più godibile.
Immagino che qualcuno mi chiederà di Bernardeschi: bene, rispondo che era ora!
Quello visto ieri è stato il calciatore che mi sarei aspettato altre volte (non certo tutte, ci mancherebbe) e che si è visto solo a intermittenza quest’anno, nonostante i tanti minuti giocati: più di 1000 in campionato, quasi 2000 con le coppe.
Sarò severo, ma da Bernardeschi cosa avrei dovuto aspettarmi?
Ha performato a Vigo, contro la Roma in Europa League e ieri sera: per me è ancora pochino.
Poi so che esiste una folta schiera di estimatori del 10 rossoblu col mirino puntato ogni volta che fa una grande partita, ma è proprio per questo che avevo maggiori aspettative da un calciatore con la classe di Bernardeschi, che ne dite?
Tosco







