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Il Tosco l’ha vista così: Roma - Bologna 1-0
Italiano ha “ritrovato” la sua squadra nel giro di una settima, perché è innegabile che ieri il Bologna è sembrato quello a cui ci aveva abituata la passata stagione, mentre a Roma era apparso non solo poco brillante con la palla ma anche poco reattivo in fase di pressione.
Pressione che contro il Como invece è stata continua e assillante, nonostante le grandi capacità non solo di palleggio ma anche di smarcamento e rotazione di posizione dei giocatori di Fabregas.
Lo stesso allenatore spagnolo aveva dichiarato in conferenza stampa pre partita di aspettarsi una gara complicata e non si è sottratto nel disimpegnarsi dalla pressione con trucchi o altri stratagemmi (ricordate Palladino e Zanetti con Monza e Empoli?): se l’è giocata con le sue armi e l’ha persa, sapendo benissimo che avrebbe anche potuto andare in vantaggio per primo.
Bravo lui così come bravissimo Italiano che non si è fatto irretire dal palleggio del Como che in certi momenti poteva persino far venire il mal di testa per quanto lungo e pieno di rotazioni a tutto campo: 64% di possesso palla lasciato ai lariani non è una roba usuale per il Bologna, ma Italiano fece così anche alla guida della Fiorentina contro il Bologna di Thiago Motta: non ha certamente il dogma del possesso palla anche se quando possibile non disdegna riempire la metà campo avversaria per palleggiare.
Mi vorrei soffermare sulla prestazione di Castro che oltre a servire l’assist per il gol di Orsolini ha portato una pressione sulla linea di prima costruzione del Como al limite della perfezione; ecco spiegate le mie perplessità sull’acquisto di Immobile esplicitate nell’articolo precedente: ad oggi l’acquisto di Immobile per quelle che sono le mie competenze calcistiche, mi appare inspiegabile stante le richieste tattiche di pressing continuo e costante del nostro allenatore, ma è anche vero che le mie stesse competenze non arrivano certo ad essere paragonabili a quelle di mister Italiano per cui avrò un intera stagione per imparare, nel caso specifico, qualcosa di nuovo o quanto meno di diverso che ad oggi mi fa essere scettico sulla utilità dell’ex laziale.
Nel frattempo mi godo Santiago Castro e anche un buon Dallinga che da subentrato ha dimostro una condizione discreta e una “gamba” che l’anno scorso sembrava non avere: “gamba” che invece non ha ancora Odgaard che sembra correre col freno a mano tirato; ecco probabilmente perché la scelta è ricaduta su schierare Fabbian dall’inizio.
Particolare invece la scelta di Moro nell’ undici iniziale con Pobega e Ferguson a disposizione ma col senno di poi, probabilmente, Italiano ha optato per un calciatore più rapido e mobile a centrocampo contro una mediana altrettanto mobile e tecnica come quella comasca: scelta che fino al vantaggio ha pagato; dopo bisognava mettere chili, centimetri e chilometri e, non a caso, è subentrato Pobega.
Tosco







