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Il Tosco l’ha vista così: COMO - BOLOGNA 1-1
Così come l’anno scorso, a Como il pareggio arriva nei minuti di recupero: se Illing Junior allora fece gioire i rossoblu per la sua magia di sinistro, ieri Baturina ha fatto scancherare chi stava già assaporando una vittoria scaccia rompimaroni e maigoduti vari, che invece avranno ancora qualche giorno di vitalità per poi tornare a nascondersi come hanno dovuto fare gli ultimi due, tre anni.
Una bella partita, giocata tra due squadre consapevoli dei propri principi di gioco ai quali Italiano ha dovuto derogare solo per una imbecillità collettiva: di un becero provocatore, di un pistolone che ci è cascato, e di un “varista” che ha deciso di mostrare all’arbitro l’unico fermo immagine, quello frontale, in cui la pseudo gomitata appariva evidente.
Da lì è cominciata un’altra partita, perché giocare con un uomo in meno contro un Como, che nel possesso palla, è di gran lunga la squadra migliore, diventa complicatissimo: il Bologna ha resistito senza neanche troppa sofferenza fino al jolly del pareggio che non toglie nulla alla prestazione di squadra dei rossoblu, ma che toglie purtroppo due punti in classifica che sarebbero stati balsamici.
Dentro a tutte ste cose, i ragazzi di Italiano hanno risposto alle tante, troppe, pretestuose critiche degli ultimi giorni: il Bologna non è una squadra che non può non permettersi un periodo di flessione, così come non è una squadra obbligata a giocare per centrare la qualificazione all’ Europa; non capire questo vuol dire aver sopravvalutato lo status dei rossoblu oppure, peggio, voler alzare la tensione per biechi tornaconto personali o ancora aver evidenti deficit cognitivi.
Bravo Italiano a mantenere la barra dritta e a ricordare a tutti che il valore degli avversari ha acuito solo un momento di appannamento dei suoi calciatori: Napoli, Inter, Atalanta e Como sono brave a far venir fuori difetti e imperfezioni: d’ora in avanti, pian pianino, il Bologna potrà riprendere il suo logico percorso, quello cioè di tentare la corsa ad una qualificazione europea e provare ad arrivare più avanti possibile nelle due restanti competizioni, dove ha comunque messo le basi per provare a qualificarsi.
Percorso che sarebbe più facile se non si stressasse l’ambiente: quando c’era da andare festanti dietro ai pullman scoperti o invadere Roma per la finale di Coppa Italia, dov’erano tutti coloro che in questi giorni hanno reso irrespirabile l’aria attorno alla squadra?
Vorrei tanto sapere cosa hanno fatto costoro all’epoca per ammazzare il tempo: hanno fatto finta di niente o erano camuffati da tifosi felici e soddisfatti?
Tosco







